Laboratorio Analisi Cliniche Giglioli

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News


05.02.2016

I Laboratori di Analisi non diventeranno semplici "centri prelievo", ma continueranno a svolgere la loro attività!

Siamo felici di comunicare ai cittadini la vittoria del ricorso presentato contro il Decreto Commissariale della Regione Lazio n.270/2015 in tema di riordino della rete laboratoristica laziale.
Con sentenze 1513 e 1538 del 03.02.2016 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha sancito definitivamente l'inattuabilità del piano riorganizzativo della rete laboratoristica che prevedeva una soglia minima di prestazioni, scongiurando il pericolo di chiusura o di trasformazione in mero "centro prelievo" degli innumerevoli laboratori di analisi cliniche del territorio.
Questa sentenza rappresenta una vittoria non solo per gli operatori del settore, ma anche e soprattutto per quei cittadini che quotidianamente utilizzano i nostri servizi, apprezzandone la serietà e l'efficienza.
Ringraziamo tutti coloro che si sono mostrati sensibili al problema e solidali con la nostra protesta.

13 Maggio 2014
ore 15.00
Auditorium Via Rieti - Roma

Convegno - Dibattito
INCONTRO CON IL MINISTRO
I LABORATORI DI ANALISI E LE STRUTTURE DI MEDICINA SPECIALISTICA ACCREDITATI:
UNA RISORSA SUL TERRITORIO ED UN’ALTERNATIVA ALLE CASE DELLA SALUTE

Locandina

 

07.10.2013

Mercoledì 9 ottobre il Laboratorio resterà chiuso per partecipare alla manifestazione di protesta dei laboratori di analisi promossa da Federbiologi ed alla quale hanno aderito altre associazione di categoria.
Invitiamo anche la cittadinanza a partecipare all'evento, che ha lo scopo precipuo di scongiurare il pericolo di chiusura delle strutture private accreditate e di bloccare i continui tagli all'assistenza sanitaria.
Ecco la locandina dell'evento.   

18.12.2012

Stato attuale del "privato accreditato per la branca analisi cliniche"
Il settore privato accreditato eroga nel Lazio circa la metà delle prestazioni di laboratorio (23 milioni su 46 milioni) .
Esse operano nel rispetto di criteri di qualità analitica; in particolare  di recente hanno posto in essere i requisiti di autorizzazione e di accreditamento previsti dal DCA 54/2010 e al DCA 90/2010, noti al Ministero, e di efficienza imprenditoriale, ma la maggior parte di esse con un volume medio inferiore alle 50.000 prestazioni annue.

Cosa vuol fare la Regione?
La Regione ha intenzione di disattivare tutti i laboratori che effettuano meno di 100.000 prestazioni annue dal 2013, e meno di 200.000 dal 2014.
Dalle ultime rilevazioni condotte da Laziosanità-ASP risulta che su 331 strutture private accreditate di laboratorio, vi sono solo 10 strutture sopra la soglia “a regime” di 200.000 prestazioni e 64 strutture sopra la soglia “intermedia”di 100.000 prestazioni, per un totale di sole 74 strutture “soprasoglia”.

Cosa significa tutto cio'?
Dal 2014 potrebbero rimanere attivi solamente 10 laboratori sugli attuali 331, con radicale eliminazione di praticamente tutta l’offerta sanitaria privata accreditata del settore.

E gli utenti?

Tale sciagurata proposta di accentramento non prende nella benchè minima considerazione la soddisfazione degli utenti, che, a nostro parere, dovrebbero rappresentare il vero indicatore di qualità del servizio erogato, senza considerare l'aspetto umano che implica la richiesta stessa di prestazione sanitaria.Le piccole e medie strutture distribuite sul territorio, conoscendo a fondo il paziente che abitualmente le frequenta, possono monitorarne attentamente e con sistematica continuità la situazione clinica, con conseguente incremento dell’efficacia clinica complessiva e risparmio di spesa.
Tutto questo rischia di andare perso in nome di un risparmio che non si realizzera'!



23.02.2012


Stato attuale del "privato accreditato per la branca analisi cliniche"
Il settore privato accreditato eroga nel Lazio circa la metà delle prestazioni di laboratorio (23 milioni su 46 milioni) .
Esse operano nel rispetto di criteri di qualità analitica; in particolare  di recente hanno posto in essere i requisiti di autorizzazione e di accreditamento previsti dal DCA 54/2010 e al DCA 90/2010, noti al Ministero, e di efficienza imprenditoriale, ma la maggior parte di esse con un volume medio inferiore alle 50.000 prestazioni annue.

Cosa vuol fare la Regione?
La Regione ha intenzione di disattivare tutti i laboratori che effettuano meno di 100.000 prestazioni annue dal 2013, e meno di 200.000 dal 2014.
Dalle ultime rilevazioni condotte da Laziosanità-ASP risulta che su 331 strutture private accreditate di laboratorio, vi sono solo 10 strutture sopra la soglia “a regime” di 200.000 prestazioni e 64 strutture sopra la soglia “intermedia”di 100.000 prestazioni, per un totale di sole 74 strutture “soprasoglia”.

Cosa significa tutto cio'?
Dal 2014 potrebbero rimanere attivi solamente 10 laboratori sugli attuali 331, con radicale eliminazione di praticamente tutta l’offerta sanitaria privata accreditata del settore.

E gli utenti?

Tale sciagurata proposta di accentramento non prende nella benchè minima considerazione la soddisfazione degli utenti, che, a nostro parere, dovrebbero rappresentare il vero indicatore di qualità del servizio erogato, senza considerare l'aspetto umano che implica la richiesta stessa di prestazione sanitaria.Le piccole e medie strutture distribuite sul territorio, conoscendo a fondo il paziente che abitualmente le frequenta, possono monitorarne attentamente e con sistematica continuità la situazione clinica, con conseguente incremento dell’efficacia clinica complessiva e risparmio di spesa.
Tutto questo rischia di andare perso in nome di un risparmio che non si realizzera'!




 
 
 
 
 
 
 
 
 
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